IL MODELLO DI WELFARE PROPOSTO DALLA SINISTRA E’ OBSOLETO E ANACRONISTICO

di Marina Buffoni

Apprendo dalla stampa che la neo Assessore del Comune di Padova al sociale per prima cosa interverrà sul ripristino dei mediatori culturali, i cui destinatari non sono bambini, come sarebbe naturale pensare, ma i loro genitori che si rifiutano di imparare l’italiano. Se il buongiorno si vede dal mattino allora questa prima azione apre la strada ad un percorso ben preciso sulle future azioni di intervento sociale che l’amministrazione intende intraprendere. Il modello di Welfare che propone l’Assessore al Sociale Nalin è obsoleto, anzi, posso affermare senza timore di smentita che è ideologico e anacronistico. E’ il risultato di certa politica, specie di quella elaborata e sperimentata dalla sinistra, che non sa ascoltare la comunità, ma che vuole imporre, anche con l’introduzione dei mediatori culturali- la cui inefficacia è stata verificata nella scorsa amministrazione- una camicia di forza ideologica e che non risponde alle reali esigenze dei cittadini padovani davvero in grave difficoltà economica e sociale. Le risorse destinate al sociale devono essere rese efficienti e devono essere razionalizzate e non sprecate in inutili carrozzoni o nei mille rivoli dell’assistenzialismo a pioggia tanto caro alla sinistra. Come primo intervento, per ammodernare il sistema su cui si regge il settore sociale a Padova, bisogna necessariamente intervenire con strumenti di programmazione realizzati con il coinvolgimento del terzo settore e del volontariato che possono essere definiti i moderni piani regolatori dei servizi per armonizzare e migliorare la rete di protezione sociale.
Siamo distanti anniluce da quel modello di welfare di comunità capace di rispondere alle reali esigenze delle fasce più deboli razionalizzando la spesa e non annunciando azioni che guardano più alle mode che ai contenuti.

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