Padova 17giugno:nei libri di storia i nomi delle vittime e dei loro carnefici

Domenica 17 gugno una delegazione di Fratelli d’Italia e dell’Associazione Culturale Destra Veneta ha presenziato alle ore 11:00 in via Zabarella alla commemorazione ufficiale a quarantaquattro anni dal tragico agguato delle BR accanto alle famiglie Mazzola e Giralucci. «Cittadino fermati, guarda di qua, non nasconderti, è la tua città…». Così cantava nel 1974 la Compagnia dell’Anello subito dopo l’assassinio di Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci a Padova da parte delle Brigate Rosse. Padova comincia a riconoscere i propri martiri grazie alla combattuta mozione presentata dall’allora consigliere comunale Gabriele Zanon che decretò  la commemorazione per le prime vittime delle BR, Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci, a ricorrenza ufficiale Comunale a Padova. Lo ringraziamo tutti per aver fatto una battaglia di civiltà. Ma non è stato facile, racconta Raffele Zanon, storico esponente patavino del Msi e poi di An, già consigliere comunale e assessore regionale, oggi dirigente di Fratelli d’Italia. «Per  anni sembrava che Mazzola e Giralucci si fossero uccisi tra di loro – dice Zanon – grazie anche a campagne di stampa e inchieste che allontanavano la responsabilità dell’estrema sinistra. Ci vollero i processi alle Br e l’assunzione di responsabilità da parte degli stessi terroristi affinché si capisse la vera natura della strage, che noi del Msi peraltro denunciavamo inascoltati da sempre. Posso affermare – prosegue Zanon – che oggi Padova ha condiviso la memoria di questi due morti che per anni hanno pesato sulla coscienza cittadina. E questo aiuta a raccontare e a raccontarci una stagione assurda di sangue, di intolleranza e di violenza, che a Padova in particolare è stata particolarmente efferata e a senso unico». Il dirigente di Fratelli d’Italia, che ha scritto un libro sul duplice delitto delle BR sorttolinea che solo ora comincia un moto di coscienza che restituisce queste due vittime alla città e alla memoria nazionale Dobbiamo ricordare che le due famiglie, Mazzola e Giralucci – considera Zanon – hanno combattuto per anni una dura battaglia, affiancate solo dagli uomini del Msi e dai legali della Destra, e oggi posso dire che pagine di storia, che sembravano perdute per sempre e che qualcuno avrebbe voluto oscurare, non sono state strappate. Anche se –aggiunge Zanon – quei giorni, quel funerale in una città cupa e triste e indifferente, hanno segnato in modo indelebile la vita di noi giovani attivisti che lottavamo per una società migliore e senza violenza». ”Continuare a ricordare ancora oggi il sacrificio di Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola – prosegue l´esponente di FdI – vuol dire trasmettere la memoria di coloro che sono caduti in quella stagione buia e negli anni successivi. Ricordarli istituzionalmente vuol dire non dimenticare le famiglie delle vittime e svolgere un’azione su un terreno assai sensibile. Significa – conclude Zanon – educare i giovani alla pacificazione, educare alla Civile convivenza che non può, e non deve, essere quella suggerita dai riflettori ancora troppo accesi su quanti hanno commesso i crimini di sangue che segnarono la storia dell’eversione. Nei libri di storia vogliamo cominciare a vedere i nomi delle vittime e dei loro carnefici

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