Le Procure smemorate e le medaglie di Salvini

di Daniele Trabucco.Tra i reati per i quali è indagato il Ministro dell’Interno e Vice-Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Salvini (Lega), la Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Agrigento ha individuato anche il sequestro di persona a scopo di coazione previsto dall’art. 289 ter del Codice penale vigente, introdotto recentemente dall’art. 2 del d.lgs. n. 21/2018 (ultimo regalino del Governo Gentiloni). Salvini, secondo la Procura, avrebbe impedito lo sbarco dei migranti della nave Diciotti, soccorsi in zona SAR di competenza maltese (non dimentichiamolo), al fine di costringere l’Unione Europea a farsene carico e ridistribuirli. Al di là del fatto che, come peraltro qualche osservatore ha rilevato, qui pare venir messa sotto accusa una ben precisa linea politica in materia di immigrazione che certamente non piace a Bruxelles (nel 1991, durante il settimo Governo Andreotti, nessuno avvió un’indagine quando per alcuni giorni vennero rinchiusi alcuni cittadini albanesi nel vecchio stadio della città di Bari per poi procedere al loro rimpatrio), che cosa dire allora (il mio è un ragionamento politico e non giuridico) di Erdogan, Presidente della Turchia, il quale minaccia l’Unione Europea di riapertura della rotta balcanica, ricevendone in cambio miliardi di euro e tenendola costantemente sotto scacco? Quella Turchia che, dall’anno solare 1999, è ufficialmente candidata per l’ingresso nell’Unione Europea.

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