Mettete in Mostra i film proibiti. di Marcello Veneziani

Per la prima volta alla Mostra di Ve­nezia c’è una piccola, enorme no­vità: un film fuori concorso, “Sfiorando il muro”, dedicato a due vittime missi­ne delle Brigate rosse, Giralucci e Maz­zola.Nel racconto pubblico quel capito­lo è stato cancellato, nonostante le nu­merose vittime. E finalmente si parla del dramma di quei bambini figli delle vittime occulta­te del terrorismo rosso, quelli di destra. Ma non si tratta di piantare rivendica­zioni storiche o cercare risarcimenti ideologico-morali, si pone invece una questione inerente all’arte e al cinema: quante storie grandi e tragiche, quanti personaggi straordinari il cinema non ci ha raccontato perché erano dalla par­te sbagliata. Pensate che grandi film, che grandi storie si potrebbero ricavare ad esem­pio da personaggi come Italo Balbo o il Principe Borghese, Bombacci, Durand de la Penne o il Duca d’Aosta, l’impresa fiumana o Codreanu in Romania. E che grandi film si potrebbero trarre dalla vi­ta di Ezra Pound e Céline, Junger e Mala­parte, D’Annunzio, Evola e Marinetti. E Così parlò Zarathustra , a cui fu dedica­ta solo una colonna sonora, non sareb­be un film grandioso? E la vita di Floren­skij che nel gulag fa scoperte scientifi­che, scrive capolavori e lettere sublimi e poi viene ucciso? Il cinema ha biso­gno di storie eroiche o controverse da raccontare. E invece veti e boicottaggi prevalgo­no sull’arte e mutilano la creatività. Non si tratta di lottizzare il cinema, ma dire ad autori e produttori, registi e atto­ri: cosa vi siete persi e cosa ci siamo per­si a tacere quelle storie proibite.

 

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