Basta soldi pubblici. Per il bene dei partiti. di Marcello Veneziani

Abbiamo assodato, si ruba non solo in Italia ma anche in Pada­nia. Li vedo tutti contenti, gli amici dei ladri di sinistra, di centro o di de­stra per la scoperta che si ruba anche in camicia verde

Abbiamo assodato, si ruba non solo in Italia ma anche in Pada­nia. Li vedo tutti contenti, gli amici dei ladri di sinistra, di centro o di de­stra per la scoperta che si ruba anche in camicia verde. Vedo allegri i meri­dionali, perché l’Italia è unita alme­no nel furto, rivedo felice l’antica ru­beria del corso, socialisti, Dc e alleati che furono cacciati dal potere e sosti­tuiti da questa gente qui, i Belsito e i Lusi, eredi dei Citaristi, Greganti, Bal­zamo e segretari amministrativi d’una volta. Esultano le mafie e le ca­morre, si fa festa alla Regione Sicilia per il gemellaggio con la Lombardia.Stavolta colpisce vedere cosa viene dopo Fratelli d’Italia: i Fratelli Bossi, di cui uno fa i gavettoni con la candeg­gina e il grande fa la Trota di Stato, fo­raggiato dalla cassa. Certo, poi insospettiscono i tempi e i modi, davvero inusuali, del blitz antilega; provate a farlo a un altro par­tito e poi vediamo che ne esce…Ma è inutile entrare in questo gioco, biso­gna uscirne. Aboliamo il rimborso ai partiti, punto e basta. Lo dico per ta­gliare il male alle radici, visto che tutti si sono fatti beccare col sorcio in boc­ca. Lo dico per moralizzare e per ri­sparmiare. Ma lo dico pure per il be­ne dei partiti. La loro stagione miglio­re è quando non avevano soldi pub­blici. Certo, poi c’era Mosca per talu­ni, le camarille per talatri. Ma i partiti erano veri e volontari. Restituiamoli alla vita, non tumuliamoli come i fara­oni con tutti i tesori nei loro sarcofagi. Saranno i loro aderenti a sostenerli. Via le mummie mariuole a nostro ca­rico.

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