Un capitano per rilanciare la destra.di Marcello Veneziani

Bentornata destra nazionale e socia­le. La data scelta non è delle miglio­ri, ma l’incontro milanese di stamani 1˚ aprile è un segno di vita della rediviva de­­stra dopo la triplice catastrofe

Bentornata destra nazionale e socia­le. La data scelta non è delle miglio­ri, ma l’incontro milanese di stamani 1˚ aprile è un segno di vita della rediviva de­­stra dopo la triplice catastrofe: lo sciogli­mento di An, la diaspora di Fini, la cadu­ta del governo Berlusconi.A festeggiare i 60 anni del Secolo d’Ita­lia ci sono tutte le componenti, eccetto due: la Destra di Storace e il Terzopolo di Fini, in questi giorni incartato nella leggi­na «ad personcinam» per mantenere i privilegi quando finirà la cuccagna di presidente della Camera.L’incontro è necessario per non spari­re. Distinguersi per non estinguersi. Ma è necessario anche per il Pdl, per­ché non può permettersi il lusso di di­sperdere quell’opinione pubblica di de­stra che è almeno un terzo del suo baci­no di consensi. Lo slogan «sempre prota­gonisti » è eccessivo per comparse che ri­schiano la scomparsa, ma è un segno di vita.Quattro consigli non richiesti. Il pri­mo, costituite un punto di riferimento stabile e visibile per la destra, non un par­tito ma un centro, un cuore (a cui destina­re i fondi di An) e apritelo anche al di là del Pdl. Secondo, non giocate questa componente in chiave ostile contro l’ex Forza Italia, fate un altro gioco, più gran­de e più lungimirante.Terzo, non limitatelo ai politici, cerca­te di chiamare a raccolta ambiti diversi, non elettorali. Quarto, sceglietevi se non un leader almeno un portavoce, giova­ne, presentabile e d’estro, facendo un salto generazionale. Non un «colonnello» ma un capitano coraggioso per riveder le stelle. E destreg­giarsi.


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