Matteo Vanzan un patriota veneto

di Raffaele Zanon                               Questa sera ho chiamato Enzo Vanzan per ricordargli la mia vicinanza e quella della mia comunità in in giorno particolare.Il 17reut_4878690_24070 maggio di nove anni fa suo figlio  , il caporale dei lagunari Matteo Vanzan mori’ a Nassiriya.Matteo aveva 23 an…ni, era nato e vissuto a Camponogara, un paesino dell’entroterra veneziano a circa 25 km dal capoluogo. Un’esistenza vissuta con esuberanza:un ragazzo schietto, vivace – lo descrivono gli amici – come molti della sua età. La passione per la pesca, per i viaggi, fatti con l’amico d’infanzia, un’ esperienza importante nei vigili del fuoco a Venezia, tra il 2000 e il 2001 (in servizio di leva), prolungata come servizio temporaneo, fino a giugno 2002. Matteo aveva lasciato la scuola dopo le medie, frequentate nell’istituto dei padri “Rogazionisti”, nel quartiere Arcella, a Padova. Tutti i giorni il viaggio di andata e ritorno in pullman, assieme all’amico Larry. Poi la scelta di fare subito qualche lavoretto, lasciando gli studi. Matteo aveva fatto per qualche tempo l’idraulico, poi il pizzaiolo, quindi la scelta di svolgere il servizio militare nei pompieri. Si era fermato anche la leva nei vigili del fuoco, prolungando il servizio dall’aprile al giugno del 2002. Infine la scelta di entrare come volontario nell’Esercito. Caporale fuciliere della prima compagnia del primo battaglione dei lagunari di stanza a Malcontenta alla caserma “Andrea Bafile”. Una prima missione nel 2003 con il contingente di pace italiano in Iraq, il rientro in patria a febbraio, e la voglia di tornare a Nassiriya, con la seconda missione dei lagunari.Nel tempo libero Matteo coltivava la passione della pesca, la discoteca, invece, contrariamente a molti coetanei, non era tra i suoi svaghi preferiti. Gli piaceva di più andare al mare o andare giro in auto e in moto, con gli amici del paese. Da poco tempo si vedeva più spesso con una ragazza della sua età, non del paese.Un ragazzo che è bene ricordare in tempo in cui sputare sui ragazzi in divisa continua ad essere un esrcizio per i soliti idioti.Ciao Matteo !Un patriota del Veneto per l’Italia.

Matteo Vanzan (Camponogara, 1981Nasiriyya, 17 maggio 2004) è stato un militare italiano, primo caporal maggiore dei Lagunari, morto in combattimento in Iraq.Matteo Vanzan viveva a Camponogara in provincia di Venezia.In servizio come fuciliere presso il 1• Reggimento lagunari “Serenissima”, alla sua seconda missione in Iraq, era assegnato al reparto Lagunari incaricato di assistere nella protezione della sede del CPA di Nasiriyya (presso la Base Libeccio), durante gli scontri del maggio 2004 contro le milizie sciite di Muqtada al-Sadr.Ferito gravemente da una scheggia di mortaio durante un attacco contro la Base, morì poche ore dopo presso l’ospedale militare italiano di Tallil.

Medaglia d’oro al valore dell’esercito

«Giovane volontario dalle straordinarie qualità morali e professionali, comandato in missione in Iraq, nell’ambito dell’operazione “Antica Babilonia”, impegnato in un’attività di vigilanza presso la base “Libeccio”, a sud di An Nasiriyah (Iraq), veniva sottoposto a reiterati vili attacchi ostili, condotti da milizie armate locali con armi a tiro curvo. Durante uno dei predetti attacchi, mentre si esponeva, incurante del pericolo, nell’intento di individuare le sorgenti di fuoco per la successiva neutralizzazione, veniva investito dalle schegge di un colpo di mortaio esploso all’interno della base e immolava la sua giovane vita. Esempio fulgidissimo di sublime coraggio e di assoluta dedizione, cadendo nell’adempimento del dovere, ha contribuito in modo significativo, con il suo estremo sacrificio, ad accrescere il prestigio dell’Italia e della Forza armata nel contesto internazionale. An Nasiriyah (Iraq), 16 maggio 2004.»

Sempre alla memoria, è stato insignito del “Premio Speciale per la Pace” (2004-2005) della Regione del Veneto.A lui è dedicato il libro “Destino Comune. Da Felice Maniero a Matteo Vanzan” di Emanuele Compagno, avvocato e giornalista de “Il Gazzettino”, che ha seguito da Camponogara tutta la vicenda legata dal lagunare.Alla sua memoria, sono state inoltre intitolate:

la Base operativa del contingente italiano in Libano (Operazione Leonte)

Il 4 novembre 2006, a Padova, dopo un convegno organizzato da Alleanza Nazionale in ricordo dei caduti di Nasiriyya, suo padre in compagnia del deputato di AN Filippo Ascierto fu aggredito e picchiato. Furono inizialmente indagati quattro attivisti politici vicini ai gruppi dei centri sociali locali[4], in seguito assolti per non aver commesso il fatto[5].Raffaele Zanon per aver semplicemente criticato la sentenza fu denunciato per diffamazione a mezzo stampa.

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