Caso marò/ I ricatti indiani e le trattative segrete per il rilascio di Girone

ITALY-INDIA-COURT-DIPLOMACY-CRIMEdi Fabio Scoccimarro . Secondo il quotidiano The Telegraph, nelle “segrete stanze” della diplomazia India e Italia sarebbero al lavoro per definire un percorso che permetta finalmente di chiudere la vicenda dei due fucilieri di Marina Massimiliano La Torre e Salvatore Girone.
Il giornale britannico ha raccolto le confidenze di “tre alti responsabili” indiani, secondo cui l’eventuale accordo “comporterà che ognuna delle parti accetti richieste chiave dell’altra” e comunque “il negoziato non dovrà in alcun modo interferire con gli aspetti legali del caso esaminato dalla Corte suprema indiana e dalla Corte permanente di arbitrato dell’Aja (Cpa), e che non si proporrà di raggiungere accordi extragiudiziari”.

Se la trattativa avrà successo, l’India “non si opporrà ad una richiesta italiana davanti alla Corte suprema di permettere a Salvatore Girone di ritornare in Italia”. In cambio l’India, sempre secondo The Telegraph, chiede che l’Italia si impegni a ritirare le sue obiezioni all’adesione della repubblica asiatica a quattro importanti organismi di controllo delle modalità di esportazione: Nuclear Suppliers Group (Nsg), Missile Technology Control Regime (Mtcr), Wassenaar Arrangement e Australia Group. Una seconda condizione che New Delhi pone per il raggiungimento dell’intesa sarebbe un allentamento delle pressioni esercitate dall’Italia sull’Unione europea sulla chiusura di un accordo commerciale con l’India.

Tutto bene? Non proprio. Non paghi, gli indiani pretendono anche che Roma — qualora la Corte dell’Aja si esprimesse a favore di essa sul tema della giurisdizione — tradisca nuovamente i marò e spedisca subito Latorre e Girone per un processo in India

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