MANIFESTO POLITICO

RIFORMA DELLA POLITICA

Non bastano le idee e le proposte sui temi che riguardano gli interessi diretti del cittadino e della comunità, la Destra Veneta si impegna per una riforma della politica che si basi sulla partecipazione e sulle forme di elezione diretta dei rappresentanti politici. Va modificata la legge elettorale, eliminando i partitini frutto di interessi personalistici che nulla hanno a che fare con le scelte di campo.
Vanno reintrodotte, come nei sistemi elettorali per l’elezioni nei comuni e nelle regioni, le preferenze che consentono di dare il giusto rilievo alla rappresentatività dell’eletto, va semplificato il quadro politico, aumentando la partecipazione, anche attraverso l’introduzione delle primarie nella scelta delle candidature per evitare il triste spettacolo dei catapultati dall’altro, o degli inseriti in lista senza meriti e senza consensi.
Anche una seria azione sul tema della riforma politica, consentirà di dare alla nostra Regione quel ruolo e quell’incisività della classe dirigente veneta che spesso sono mancate.

FEDERALISMO FISCALE
Impegnare le risorse della propria Regione nel proprio territorio

• La Destra Veneta crede nell’autonomia locale e nel federalismo senza ambiguità, senza rinunciare all’idea di nazione e alla necessaria integrazione europea. In attuazione della riforma federale dello Stato, partendo dai principi del  nuovo Statuto della Regionale, priorità di attuazione su due assi portanti: la famiglia veneta e il rapporto con il sistema produttivo. Uno statuto che nella sua attuazione consenta di avviare la riforma dello Stato con più potere nel territorio e meno burocrazia.

• Per la Destra Veneta il federalismo è la negazione del separatismo, è l’abbattimento degli apparati burocratici che rendono più difficile il rapporto tra cittadino e Stato. Gli apparati pubblici non devono essere una barriera che produce ingiustizia, ma un servizio al cittadino. La Destra Veneta si batte per la difesa dei diritti del cittadino per affrontare anche il problema dei cosiddetti “poveri di potere” che, di fronte ai sistemi/apparati, spesso sono vittime di ingiustizie e prevaricazioni.

SICUREZZA SOCIALE
• Rimane una delle priorità della Destra Veneta, perché senza sicurezza non sono garantiti i diritti fondamentali della persona e non può esserci un’ordinata convivenza civile. Siamo sempre stati per la legge e l’ordine, senza esitazioni. Deve continuare la sua battaglia prioritaria ed incessante per la moralizzazione nella gestione della cosa pubblica, della certezza della pena, della valorizzazione del ruolo delle forze dell’ordine, del controllo del territorio, della garanzia del diritto di legittima difesa, dell’impiego dei detenuti per lavori di pubblica utilità.

• Politiche della sicurezza al plurale perché non esiste una sola risposta. Legge e ordine, caratteristica fondamentale della Destra capace di tradurre questa esigenza in norme precise e in comportamenti sociali diffusi. Impunità zero non vuol dire ridurre il mondo ad una caserma, ma assicurare il rispetto del principio di legalità. Partendo dagli obiettivi minimali della pulizia e del decoro urbani per arrivare al contrasto, alla criminalità organizzata e ai suoi patrimoni, passando per una lotta quartiere per quartiere, Comune per Comune, alla criminalità diffusa che minaccia la gente comune e si apre a nuove degenerazioni da colpire senza pietà.

• Contemporaneamente bisogna affrontare i problemi della giustizia, richiamando la magistratura ai propri doveri, affinché i procedimenti giudiziari siano celeri e si basino nel rispetto delle garanzie istituzionali, garantendo la certezza della pena e sanzioni sostitutive secondo il principio di riparazione del danno a favore della comunità.

CULTURA
• La cultura di Destra Veneta si riconosce in una visione moderna fondata sui valori spirituali della nostra civiltà e della tradizione europea aperta alle ragioni della solidarietà sociale, politicamente ferma sulla necessità di difendere lo Stato Nazionale dagli attacchi disgreganti e da quanti vorrebbero un’Europa governata da poteri forti e occulti e non dalla sovranità delle Nazioni.

• Una Destra Veneta che nella Tradizione trova una concezione del mondo per nulla obsoleta, fatta di valori e principi oggi volutamente dimenticati, che si ritiene indispensabile far rivivere perché non è possibile che una comunità umana funzioni se alla sua base non ha principi e valori in cui credere.

• Una Destra Veneta capace di coniugare la tradizione con la modernità, capace di riformare lo Stato, il sistema sociale, la macchina della pubblica amministrazione e il resto in una visione di continuità con la storia del nostro territorio e del nostro passato per evitare di diventare figli di nessuno, perché difendere la nostra identità significa riconoscersi nella storia di un territorio, il Veneto, che è stato ed è crocevia tra Nord/Sud Europa e tra Est/Ovest. I veneti moderni sono eredi dei veneti passati in una continuità storica che li ha visti in perpetuo movimento nella vocazione agli scambi commerciali e alle immigrazioni del Primo Novecento. Per questo motivo, ci batteremo per il ripristino dell’insegnamento dell’educazione civica fin dalla scuola di base, assieme all’educazione alla salute e ambientale, per finire con quella stradale.

• La cultura della Destra Veneta valorizza l’identità come elemento capace di superare la sfida della globalizzazione. La cultura della Destra si basa su una visione comunitaria della società, ancorata al territorio, al vivere insieme, alla solidarietà tra le persone e in questo differisce dall’idea liberale che punta tutto sull’individuo e sulla società globale.

ECONOMIA
• La Destra Veneta propone un modello di sviluppo dinamico e flessibile, in grado di produrre occupazione perché crede che lo sviluppo tecnologico possa consentire una reale competitività. A tal fine il governo del territorio e le aziende devono elaborare una strategia capace di siglare un patto competitivo che favorisca i processi di aggregazione, promozione, riqualificazione e difesa attiva dei settori ad alta densità culturale e identitaria come il turismo, l’agricoltura, l’artigianato.

• Il nostro compito è di rafforzare e sostenere le aziende che garantiscono la prospettiva lavorativa alla nostra gente contro la delocalizzazione selvaggia. Potenziare la ricerca applicata perché consente di sviluppare modelli di qualità e flessibilità delle tecnologie, delle organizzazioni e delle risorse umane.
• Sistema bancario: sostenere una politica del credito per le famiglie, le imprese, non per pochi ma per tutti, anche con attivazione di fondi di rotazione.

• Si propone l’attivazione di un modello di relazioni industriali, fondato sul governo territoriale e aziendale del mercato del lavoro e della contrattazione collettiva, orientato alla cultura della responsabilità, della cooperazione e della partecipazione all’impresa quale comunità d’interessi e di valori e organizzato intorno al massimo adattamento del fattore lavoro alla specificità aziendale/distrettuale: va recuperata in chiave regionale la pratica della concertazione esaurita a livello nazionale (si pensi alle opportunità di una regolazione speciale in aree come l’apprendistato, le nuove tipologie contrattuali, la gestione delle crisi aziendali e settoriali, la mobilità professionale).

• La Destra Veneta propone per il Veneto di domani una nuova stagione economica che parta dalla consapevolezza delle bellezze naturali e artistiche delle nostre terre, investendo su modelli d’impresa per il turismo, la cultura, l’ambiente.

INFRASTRUTTURE E INNOVAZIONE
• Si è aperta in Veneto la stagione dei cantieri che vede attuarsi un progetto di modernizzazione e di realizzazione delle nuove infrastrutture (dopo il passante di Mestre , la Pedemontana, la Nuova Romea Commerciale). Destra Veneta deve altresì caratterizzarsi nell’ambito del Popolo della Libertà affinchè vi sia veramente un partito impegnato in prima linea nella battaglia, per dotare il Veneto di moderne infrastrutture, ad avanzata tecnologia. Autostrade telematiche per far correre la conoscenza e quindi far “muovere” il lavoro tecnologico, anziché i lavoratori, ma anche ferrovie e    metropolitane di superficie che sono in fase di realizzazione.

• Un grande cantiere gestito con innovazione e forte coinvolgimento dei privati per lanciare il Veneto verso il futuro. Un progetto di modernizzazione nel quale la nostra regione deve tener conto, facendo attenzione alle compatibilità ambientali, del rispetto del paesaggio e della qualità della vita.